#ondalunga13 – Morire di crepacuore

I superstiti del Vajont? Hanno perso i loro cari , la casa, la famiglia, il lavoro. Sono anche loro vittime. E le conseguenze sono di tipo fisico e psicologico. Mario Saugo, medico epidemiologo, cita quella che all’epoca fu indicata come una “epidemia di crepacuore”: infarti che colpirono i sopravvissuti, minati nel fisico per il dolore.

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Pubblicato il ottobre 4, 2013 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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